COSA DIRÀ LA GENTE

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Scheda

  • Anno: 2018
  • Nazione: Norvegia, Germania,
  • Regia: Iram Haq
  • Attori: Maria Mozhdah, Adil Hussain, Ekavali Khanna, Rohit Saraf, Ali Arfan, Sheeba Chaddha, Sheeba Chaddha
  • Durata: 106 minuti
  • Genere: Melodramma
  • Etichette: Un coming-of-age che difende l'emancipazione della donna nella cultura pachistana.
  • Classificazione: Per Tutti
  • Tipo Evento: Film
  • Note: Quello corretto trae origine dal sapere che la regista (nata nel 1976) all'età di 14 anni è stata rapita dai suoi familiari e lasciata in Pakistan per un anno mezzo solo perché aveva soprattutto amici norvegesi e non voleva piegarsi all'idea di non potersi comportare come loro. È quindi uno sguardo dall'interno quello che Iram Haq ci offre grazie anche a un'ottima interprete come l'esordiente (sul grande schermo) Maria Mozhdah nel cui sguardo si può leggere una vasta gamma di sentimenti che vanno dalla felicità alla disperazione più profonda. Al centro del film c'è il rapporto tra una figlia e un padre convinto (insieme a una madre che lo sostiene) di agire 'per il suo bene'. Ciò che però maggiormente colpisce e fa riflettere è un elemento che ha le caratteristiche dell'originalità in una vicenda come questa. Quello che accade a Nisha non trae origine da un fondamentalismo religioso. Arrivata in Pakistan la ragazza dirà di non voler pregare e questo ci fa comprendere che non lo faceva neanche in Norvegia.

 

Trama

Oslo. Nisha ha sedici anni e una doppia vita. In famiglia è una perfetta figlia di pachistani. Fuori casa è una normale ragazza norvegese. Quando però il padre la sorprende in casa di notte in compagnia del suo ragazzo i genitori e il fratello si organizzano per portarla, contro la sua volontà, in Pakistan affidandola a una zia. In un Paese che non ha mai conosciuto Nisha è costretta ad adattarsi alla cultura da cui provengono suo padre e sua madre. Ci sono due modi per avvicinarsi a questo film. Uno è sbagliato e l'altro è corretto. Quello sbagliato potrebbe leggerlo come l'ennesimo attacco contro chi ha una cultura diversa finalizzato a sottolinearne solo i tratti più che negativi

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