Gomorra 3 - La serie in anteprima al Multisala VIGNOLA il 14 e 15 novembre

Gomorra 3 - La serie in anteprima al Multisala VIGNOLA il 14 e 15 novembre


La nuova stagione riprende là dove ci aveva lasciato l'ultimo episodio della seconda. Pietro è appena morto, lasciando un vuoto di potere che appare incolmabile. 

La nuova stagione riprende là dove ci aveva lasciato l'ultimo episodio della seconda. Pietro è appena morto, lasciando un vuoto di potere che appare incolmabile. Ciro ha avuto la sua vendetta, ma i suoi sogni e la sua famiglia sono distrutti e di questo vuoto non sembra voler approfittare, mentre Genny sembra aver vinto la sua partita, ma deve capire come gestire insieme i due mondi, Roma e Napoli Nord, quest'ultimo ereditato da suo padre. E se Scianèl ha perso un figlio, Patrizia ha perso un compagno: anche nel loro futuro si stende l'ombra dell'incertezza. A chi vorrà regnare sull'impero costruito da Pietro Savastano, non basterà convincere i nemici di ieri a diventare gli alleati di domani. In questa terza stagione la contesa, finora limitata nei confini di Scampia e Secondigliano, si allargherà a macchia d'olio. A favorire questo spostamento sarà l'apparizione di un nuovo gruppo criminale, che crescerà cercando di prendere lo spazio che crede di meritare, obbligando gli storici boss del centro a scendere in campo per cercare di mantenere il potere.




Saw - Legacy:L'ottavo film della saga di Saw da mercoledì 31 ottobre

Saw - Legacy:L'ottavo film della saga di Saw da mercoledì 31 ottobre


Saw - L'enigmista è stato uno dei film più influenti del nuovo millennio. Horror low budget, ha colpito nel segno generando non solo una nutrita serie di seguiti, ma anche un'ancor più nutrita serie di epigoni e di imitatori edificando in tal modo un vero e proprio sottogenere caratterizzato da trame articolate e ricche di colpi di scena e dall'insistenza su dettagli sadici e truculenti.

La creazione di un "cattivo" apparentemente fragile - è malato terminale - e onnisciente, come il Jigsaw interpretato da Tobin Bell (capace in questo modo di dare una svolta epocale alla propria, sin lì "normale", carriera di attore), è stato un vero e proprio colpo di genio sotto il profilo narrativo.





FIORELLO SABATO 28 AL MULTISALA VIGNOLA PER SALUTARE IL PUBBLICO

FIORELLO SABATO 28 AL MULTISALA VIGNOLA PER SALUTARE IL PUBBLICO


Sabato 28 ottobre alle ore 20:15 serata di gala con l'attore GIUSEPPE FIORELLO che saluterà il pubblico del teatro VIGNOLA prima della proiezione del film “Chi m’ha visto”.

La serata di gala inizierà alle 20:15 sul palcoscenico del teatro VIGNOLA per salutare il pubblico in sala e proseguirà con la proizione del film CHI M'HA VISTO.





BLOW UP nuova versione restaurata solo lunedì 2 ottobre alle ore 20:00

BLOW UP nuova versione restaurata solo lunedì 2 ottobre alle ore 20:00


BLOW UP (GB/1966) di Michelangelo Antonioni

Regia: Michelangelo Antonioni. Soggetto: dal racconto Las babas del diablo di Julio Cortázar. Sceneggiatura: Michelangelo Antonioni, Tonino Guerra. Fotografia: Carlo Di Palma. Montaggio: Frank Clarke. Scenografia: Assheton Gorton. Musica: Herbie Hancock. Interpreti: David Hemmings (Thomas), Vanessa Redgrave (Jane), Sarah Miles (Patricia), Verushka (se stessa), Peter Bowles (Ron), Jill Kennington, Peggy Moffit, Rosaleen Murray, Ann Norman, Melanine Hampshire (modelle), Jane Birkin, Gillian Hills (aspiranti modelle). Produzione: Carlo Ponti per Metro Goldwyn Mayer. Durata: 112’

Restaurato in 4K da Cineteca di Bologna, Istituto Luce – Cinecittà e Criterion, in collaborazione con Warner Bros. e Park Circus presso i laboratori Criterion e L’Immagine Ritrovata, con la supervisione del direttore della fotografia Luca Bigazzi

L’importanza del film, al di là dei riconoscimenti di pubblico e di critica, viene confermata dalla storia delle sue interpretazioni. In fondo, Blow Up è uno dei film sul cui significato i critici si sono più esercitati: metafora dell’incipiente contestazione del Sessantotto, saggio filosofico sull’immagine e la sua riproduzione, autoanalisi d’artista, poesia sul cinema e sulle sue potenzialità, film d’autore travestito da opera hitchcockiana, sono soltanto alcune delle letture interpretative sorte intorno alla pellicola.

Ancora più importante è stata l’influenza esercitata dal film sul cinema successivo: quella figurativa su A Clockwork Orange di Stanley Kubrick, quella teorica su Blow Out (1981) di Brian De Palma, quella narrativa su Profondo rosso di Dario Argento (che utilizza David Hemmings in forma di “citazione vivente”).

(Roy Menarini, Blow Up, Enciclopedia del Cinema Treccani)

Michelangelo Antonioni su Blow Up

L’idea di Blow Up mi è venuta leggendo un breve racconto di Julio Cortázar(Le bave del diavolo). Non mi interessava tanto la vicenda, quanto il meccanismo delle fotografie. La scartai e ne scrissi una nuova, nella quale il meccanismo assumeva un peso e un significato diversi. Tonino Guerra e, per i dialoghi inglesi, Edward Bond collaborarono con me alla sceneggiatura. Guerra mi aiuta da anni, precisamente da L’avventura. Lui è romagnolo, io sono emiliano. C’è un abisso tra di noi. Forse è per questo che andiamo d’accordo.

Blow Up è un film che si presta a tante interpretazioni, perché la problematica cui si ispira è appunto l'apparenza della realtà. L'esperienza del protagonista non è né sentimentale né amorosa, riguarda piuttosto il suo rapporto con il mondo, con le cose che si trova di fronte. È un fotografo. Un giorno fotografa due persone al parco, un elemento di realtà che sembra reale. E lo è. Ma la realtà ha in sé un carattere di libertà che è difficile spiegare. Questo film, forse, è come lo Zen: nel momento in cui lo si spiega lo si tradisce. (Michelangelo Antonioni)

Speravo, durante la lavorazione, che nessuno potesse dire, vedendo il film terminato: “Blow Up è un lavoro tipicamente anglosassone”. Ma, allo stesso tempo, desideravo che nessuno lo definisse un film italiano.

Io non so com’è la realtà... ci sfugge, mente di continuo... Io diffido sempre di ciò che vedo, di ciò che un’immagine ci mostra, perché immagino sempre ciò che c’è al di là. Il fotografo di Blow Up non è un filosofo, vuole andare a vedere più da vicino. Ma gli succede che, ingrandendolo, l’oggetto stesso si scompone e sparisce. Quindi c’è un momento in cui si afferra la realtà, ma nel momento sfugge. Questo è un po’ il senso di Blow Up.





La grande arte al cinema | 2017-2018 parte1

La grande arte al cinema | 2017-2018 parte1


LA GRANDE ARTE
AL CINEMASTAGIONE 2017-2018

Il British Museum di Londra con il più famoso pittore giapponese di tutti i tempi, Hokusai, il Prado di Madrid con i sogni, gli incubi e gli animali esotici di Bosch, le pennellate di Loving Vincent con la passione di Van Gogh per il Giappone e l’arte eclettica di Julian Schnabel arrivano nelle sale dal prossimo autunno.






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